Incontro con Andrea Macrì...
Andrea Macrì - Ci sono incontri che non finiscono quando si esce da una palestra o da un’aula ma rimangono dentro!
Le classi seconde dell’Istituto Iqbal Masih di Pioltello, al termine di un percorso dedicato alla disabilità, all’inclusione e al valore dello sport come luogo di incontro, confronto e crescita, hanno incontrato Andrea Macrì, atleta paralimpico italiano di para ice hockey.
In queste settimane ragazze e ragazzi hanno parlato, ascoltato, scritto, si sono messi alla prova. Hanno visto il film A muso duro ed hanno riflettuto sulla storia del dottor Maglio e sulla nascita delle Paralimpiadi, hanno sperimentato in palestra il significato della fiducia, dell’empatia e della relazione con l’altro. Ascoltando la storia e l’esperienza di Andrea, il percorso svolto in queste settimane di accoglienza è diventato più concreto e significativo.
È stato emozionante guardare negli occhi Andrea. Occhi che raccontano una storia, ma soprattutto occhi che trasmettono forza, consapevolezza e una profonda voglia di far comprendere al mondo che cosa significhi davvero inclusione.
I ragazzi e i docenti hanno ascoltato le sue parole che sono arrivate dritte al cuore di tutti. Parole capaci di far riflettere, di emozionare, di andare oltre la semplice idea di “disabilità” per mostrarci quanto sia importante imparare a vedere prima di tutto la persona, con i suoi desideri, le sue fragilità, le sue conquiste e i suoi sogni.
Oggi l’Iqbal Masih non ha semplicemente incontrato un atleta di rilevanza nazionale e mondiale che ha acceso la fiamma paralimpica dei Giochi Milano Cortina 2026 e partecipato già a cinque paralimpiadi.
L’Iqbal ha incontrato una persona che ha scelto di trasformare la propria esperienza in una voce per gli altri, per abbattere barriere, cambiare prospettive e raccontare l’inclusione non come una parola da imparare, ma come un modo di guardare il mondo. Andrea, con poche parole ma con una forza enorme, ci ha fatto comprendere che a volte basta davvero poco per stare bene tutti, nessuno escluso. Forse l’inclusione parte proprio da qui: dalla capacità di non pensare sempre che siano gli altri a doversi adattare a ciò che per noi è normale, ma di imparare, ciascuno, a valutare in che modo adattarsi all’altro senza viverlo come una rinuncia ma come un modo diverso di stare insieme, anche nello sport.
Se ognuno di noi fosse disposto a fare un piccolo passo, a cambiare talvolta prospettiva, ad eliminare qualche barriera, forse potremmo davvero vivere insieme in un mondo migliore, più accogliente e più umano.
E allora, oggi, non abbiamo semplicemente ascoltato una storia ed una testimonianza importante ma abbiamo incontrato una persona che ci ha aiutato a guardare il mondo con occhi diversi.
Grazie Andrea, per averci guardato negli occhi, per aver parlato al cuore dei nostri ragazzi e per averci ricordato che l’inclusione comincia proprio da lì: dalla capacità di vedere davvero l'altro.







